Che cos’è la disprassia?

La disprassia è un disturbo dell’esecuzione di un gesto o di un’azione intenzionale, ovvero la difficoltà a rappresentarsi, programmare, coordinare ed eseguire atti motori in serie, finalizzati al raggiungimento di uno scopo preciso. Il bambino con disprassia ha quindi difficoltà più o meno severe nel pianificare ed eseguire sequenze motorie volontarie, come ad esempio eseguire su richiesta il movimento di leccarsi le labbra, mantenendo intatta la possibilità di produrre movimenti di tipo automatico, come leccarsi le labbra se ne ha il bisogno mentre sta mangiando. Queste difficoltà possono interessare la capacità motoria nella sua interezza (disprassia generalizzata) oppure possono essere limitate ad alcuni aspetti (disprassia degli arti, oculomotoria, della scrittura, orale e verbale).

Quali sono le caratteristiche di un bambino con disprassia?

In generale i bambini disprattici si muovono in maniera poco agile, spesso non sanno usare le due mani in contemporanea o coordinare braccia e gambe; cadono, inciampano di frequente e/o corrono goffamente. Possono avere difficoltà ad andare in bicicletta oppure imparano tardi; non sanno disegnare, non sanno tenere in mano correttamente una matita, possono avere difficoltà a scrivere e/o hanno una pessima grafia; non sanno ritagliare con le forbici, si distraggono in continuazione. In generale non stanno mai fermi, fanno fatica ad organizzare giochi tranquilli che richiedono abilità di motricità fine e coordinazione oculomanuale. Anche nelle abilità di vita quotidiana possono avere difficoltà; come nel vestirsi, nell’abbottonarsi la camicia o i pantaloni, allacciarsi le scarpe, oppure quando riescono fanno tutto in modo maldestro e con lentezza. Molti bambini, inoltre, mostrano un’evidente ipersensibilità o incapacità a reagire adeguatamente agli stimoli sensoriali. 

A chi rivolgersi?

Le figure di Imparole che si occupano di questi aspetti sono: neuropsichiatria, neuropsicologi, neuropsicomotricisti, logopedisti e grafoterapisti. A seguito dell’indicazione di un neuropsichiatra e dopo una valutazione attenta e accurata effettuata dall’equipe di riferimento, si deciderà che tipo di percorso intraprendere in base alle caratteristiche del bambino, alle sue difficoltà e agli obiettivi prefissati.