Concetto di intelligenza secondo Reuven Feuerstein

Reuven Feuerstein ha sempre criticato l’approccio tradizionale al concetto di intelligenza come unità misurabile mediante test standardizzati. L’equipe di Imparole crede fortemente nell’indicazione di Feuerstein che l’individuo sia in grado di apprendere durante tutto l’arco di vita grazie ad un’interazione volta a fargli esprimere le potenzialità ancora inespresse. Molti professionisti di Imparole sono formati infatti agli strumenti della valutazione dinamica (LPAD) e riescono a lavorare con i bimbi a partire dai 2, 3 anni fino all’età adulta. I terapisti e/o i valutatori cercano di creare un’interazione mirata ad attivare il processo di apprendimento, caratterizzata dal rapporto individuale, dalla condivisione, dalla reciprocità della relazione, come dice Reuven: “E’ come ballare un valzer senza pestarsi i piedi!”

Il pensiero di Reuven richiede un cambiamento di pensiero e punto di vista, è una rivoluzione copernicana. 

L’intelligenza non è più un dato fisso, e lo stesso termine intelligenza perde di significato.

Feuerstein si allontana dal suo maestro Piaget, che sosteneva un’origine e sviluppo genetico dell’intelligenza. Per Feuerstein i cromosomi non devono avere l’ultima parola

La sua è una concezione plastica del cervello che adesso sta trovando conferme scientifiche. Reuven però ha iniziato negli anni 50! Il suo percorso parte dalla valutazione allo sviluppo delle abilità di pensiero a partire dagli Strumenti del Programma di arricchimento strumentale all’uso innovativo dei test. Quando usiamo i test della valutazione dinamica non “misuriamo l’intelligenza” ma esploriamo le vie per offrire un supporto mirato allo sviluppo della propensione dell’apprendere. Durante LPAD diventa un piacere lavorare con i ragazzi/bambini, perchè spesso ritorna il sorriso e il sentimento di competenza cresce.