A due mesi dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, facciamo il bilancio

Dopo due mesi di lockdown anche per Imparole e dopo due mesi di attività a distanza, vogliamo fare un bilancio per capire quali sono stati i risultati dello sforzo di tutti, operatori e famiglie. 

Abbiamo effettuato 1900 terapie a distanza (online), 195 attività di psicoterapia online, 115 attività di condivisione con le famiglie e colloqui genitori e insenanti online, 15 diversi webinar e attività di formazione a distanza 

Abbiamo organizzato il nostro modo di lavorare rispondendo in modo flessibile ai bisogni e alle richieste delle famiglie, rispondendo alla nostra esigenza di produrre e condividere materiali fruibili da tutti i professionisti e dalle famiglie con le quali li abbiamo condivisi, rispondendo alle richieste di supporto da parte degli insegnanti che si sono trovati ad affrontare la didattica a distanza. 

Guardando a ciò che è stato fatto, è veramente tanto! E lo abbiamo potuto fare perché la nostra metodologia SECEM ha già in sé le premesse teoriche e pratiche per attivare modalità di lavoro che coinvolgono le famiglie e i contesti di vita dei nostri utenti, anche a distanza. E’ stato naturale valorizzare i genitori come mediatori, nel senso feuersteniano, soprattutto con i bambini più piccoli e più in difficoltà; è stato naturale dialogare con le famiglie e supportarle concretamente con consigli e materiali per proseguire il lavoro che prima si faceva in studio. 

Abbiamo sperimentato un movimento inverso: prima le famiglie venivano a “casa nostra” a Imparole, ora siamo noi di Imparole che entriamo nelle case delle famiglie e lo abbiamo fatto rispettando desideri, richieste, tempistiche e aiutando a superare diffidenze e resistenze rispetto a una modalità di lavoro, che sembrerebbe non essere adatta. E per qualcuno lo è, ma per altri è stata una piacevole scoperta e ha costituito un momento di curiosità e rimotivazione rispetto al percorso intrapreso in studio. 

Ora comincia la Fase 2 e il nostro impegno continua nel rispetto delle indicazioni ministeriali, consapevoli che il percorso che ci porterà a ritrovarci tutti è ancora lontano, ma è l’unico percorso possibile? L’unico esito possibile, quello di tornare alla normalità? O dall’esperienza di questi due mesi possiamo individuare altri percorsi e altre modalità di lavoro, che vadano maggiormente incontro alle esigenze dei singoli utenti e delle loro famiglie? 

Noi siamo convinti che nulla sarà più uguale e che per dirla con Loris Malaguzzi dobbiamo “rivedere la categoria dell’impossibile”. 

Autrice: D.ssa Daniela Patruno, pedagogista