Educazione del gesto grafico

Che cosa fa la grafologa di Imparole nel percorso di educazione del gesto grafico? Come aiuta il bambino e i genitori?

Inizialmente la grafologa conoscerà i genitori e il bambino. Attraverso un primo colloquio con i genitori e l’analisi degli elaborati grafici del bambino, ricostruirà il suo percorso evolutivo in ambito grafomotorio, scolastico ed extrascolastico. Successivamente, attraverso la valutazione grafomotoria che coinvolgerà direttamente il bambino ad Imparole, individuerà il  suo livello grafomotorio rispetto all’età anagrafica ed eventuali elementi di immaturità o “fatica grafica”. Alla luce di quanto emerso e sulla base delle esigenze familiari specifiche, imposterà un percorso di Educazione del gesto grafico per potenziare il livello grafomotorio. Durante questo percorso saranno coinvolti bambino, genitori, specialista e insegnanti che, insieme, collaboreranno per la buona riuscita del progetto.

 

Quando è utile la grafologa educatrice del gesto grafico?  Quali sono i bimbi che aiutiamo?

Il percorso di educazione del gesto grafico è consigliabile in presenza di elementi di “fatica grafomotoria”, a partire dalla scuola dell’Infanzia fino alla fine della scuola secondaria di secondo grado.

Alla base di elaborati grafici immaturi (scritture e/o disegni), possiamo riscontrare spesso una non completa acquisizione dei prerequisiti della scrittura: difficoltà nella motricità fine (per esempio ritagliare, manipolare piccoli oggetti…), nella coordinazione spaziale, nella gestione dello spazio grafico, nelle attività di pregrafismo (per esempio coloritura, pittura, disegno…), nella postura e nell’impugnatura e altro.

In generale, il percorso di educazione del gesto grafico aiuta ogni bambino a ritrovare il piacere di scrivere, attenuando gli elementi di fatica nella scrittura e nelle attività ad essa collegate.

Questa “fatica” incide infatti sulle capacità comunicative del bambino e sull’espressione del suo pensiero e della sua personalità. Proprio per questo la fatica va individuata precocemente, in quanto tende a peggiorare nel tempo, influenzando anche il rendimento scolastico globale e determinando sentimenti di delusione, scoraggiamento e demotivazione che influiscono sulla personalità del bambino.

 

Quali sono i materiali che usa la grafologa?

Fogli, matite e colori, lavagne, gessetti e pennarelli, pastelli, musica, ritmo e tanto ancora, sulla base della relazione che di volta in volta si stabilisce con il bambino.

 

Quante volte alla settimana la grafologa vede il bambino?

Il percorso di educazione del gesto grafico prevede un incontro settimanale con attività di rinforzo e consolidamento da svolgersi a casa (massimo 10 minuti al giorno).

 

Come può il genitore, aiutare il bambino ogni giorno?

La grafologa condividerà con i genitori le attività che settimanalmente verranno proposte al bambino. Il genitore potrà così accompagnare e seguire a distanza il proprio figlio in questo percorso di crescente autonomia.

 

Come la grafologa collabora con l’insegnante?

Durante il percorso di educazione del gesto grafico si prevedono incontri con insegnanti e genitori per condividere metodi e obiettivi.

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