L’esperienza di apprendimento mediato si realizza nella relazione con il mediatore, che deve saper modificare lo stimolo in modo funzionale al bambino e al suo modo di imparare. Per questo Feuerstein ha elaborato lo strumento della carta cognitiva.

I sette parametri della carta cognitiva sono:

  • contenuto: un contenuto può adattarsi all’obiettivo che ci si è prefissati di raggiungere. E’ utile domandarsi: Per chi è? Il contenuto è adatto agli interessi, allo sviluppo, all’età del bambino? E’ familiare, lo rende curioso, ha per lui un significato? Costituisce per lui una sfida?
  • modalità o linguaggio di presentazione: pittorico, verbale, simbolico, ecc… è utile cambiare modalità per rendere più accessibile il contenuto e il significato. Più canali vengono attivati, maggiore è la comprensione e il coinvolgimento. Utile per i bambini che presentano problemi di attenzione.
  • fase delle funzioni cognitive richieste: fa riferimento alle tre fasi coinvolte nell’atto mentale, che sono input, elaborazione e output
  • Operazioni mentali richieste: Le operazioni mentali sono la sequenza di azioni interiorizzate, di abilità attraverso le quali si processa l’informazione.
  • livello di complessità: è il numero di informazioni richieste e numero delle relazioni che si stabiliscono per elaborare un dato compito.
  • livello di astrazione: il compito che sto proponendo quanto è distante dal dato concreto? Feuerstein sostiene che è sempre utile partire da un alto livello di astrazione, per poi eventualmente scendere, poiché questo consente una più facile generalizzazione e la possibilità di sostenere un adeguato livello di sfida e interesse.
  • livello di efficienza: si può definire attraverso due criteri misurabili: rapidità/precisione e lo sforzo soggettivo. Quanto tempo e quanto sforzo e tempo vengono impiegati per la risoluzione di un determinato compito.

Questi parametri consentono al mediatore di introdurre modifiche a vari livelli per ingaggiare il bambino e fare in modo che possa vivere un’esperienza positiva di apprendimento e di benessere.

Si può provare applicando questa modalità di mediazione al gioco e ai compiti scolastici si osserverà che cambia la prospettiva: il mediatore sarà maggiormente consapevole della richiesta e metterà in atto uno dei criteri della mediazione più importanti intenzionalità e reciprocità.