Psicomotricità per i disturbi emotivo-comportamentali

Educa i ragazzi con il gioco così riuscirai meglio a scoprire l’inclinazione naturale– PLATONE
Perché la psicomotricità con bambini con disturbi del comportamento, della comunicazione e relazionali?

Ci si riferisce alle situazioni di disagio in cui le modalità comunicative e relazionali divengono disfunzionali rispetto al comportamento, alla comunicazione, alle relazioni con l’ambiente e con le persone. Il bambino manifesta una fragilità nella regolazione emotiva e del comportamento, con inibizione o iperattività psicomotoria, oppure con comportamenti oppositivi e aggressivi.

La terapia psicomotoria all’interno di un setting caratterizzato da un clima di accoglienza, fiducia, assenza di giudizio, attraverso il corpo e la dimensione tonico-relazionale e sensoriale, ha lo scopo di stimolare esperienze atte a migliore l’integrazione del Sé corporeo con la dimensione emotiva e cognitiva. In Imparole la terapia psicomotoria sceglie varie tecniche e strumenti, sviluppando un approccio più flessibile come lo è la natura stessa del suo intervento, rivolto al rispetto dell’unicità e globalità del bambino. Sono previsti supporti visivi con le possibilità che offre la CAA, gli strumenti della terapia Cognitivo-affettiva e del Cat – Kit di Tony Attwood o approcci funzionali per potenziare le abilità prassiche e le autonomie, il rilassamento e strumenti di arte terapia.

 

Quante volte alla settimana il terapista della neuro e psicomotricità vede il bambino?

La terapia per i disturbi relazionali  è a cadenza mono-settimanale o bi-settimanale

 

Come può il genitore aiutare il bambino ogni giorno?

Le figure genitoriali sono coinvolte con varie modalità a seconda del progetto terapeutico con l’obiettivo di garantire un dialogo fra stanza di terapia e ambito domestico per rendere più efficace l’intervento. Il terapista accompagna i genitori a condividere obiettivi e strumenti, suggerendo attività da calare nel quotidiano, ma anche facendo in modo di allargare lo sguardo sulla loro competenza genitoriale ed educative.

 

Come il terapista della neuro e psicomotricità lavora con l’insegnante?

Il terapista incontra gli insegnanti per capire come il bambino vive a scuola le sue difficoltà legate alla gestione delle emozioni e cerca di capire anche se queste possono condizionare le relazioni coi pari e con le insegnanti. Verranno poi proposte loro delle strategie in modo tale da aiutare il bambino a gestire le proprie emozioni in maniera efficace anche nel contesto scolastico.

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