Riabilitazione logopedica per disfluenza/balbuzie

Che cosa fa il logopedista di Imparole in riabilitazione? Come aiuta il bambino e i genitori?

Nella riabilitazione della disfluenza possono essere utilizzati diversi approcci, ma tutti hanno come base comune il coinvolgimento dei genitori.

Attraverso un counselling familiare con il logopedista e, in casi dove ritenuto necessario, anche con il psicoterapeuta, si cerca di capire insieme ai genitori quali potrebbero essere le strategie da adottare a casa per facilitare la fluenza del bambino.

In molti casi infatti, quando il bambino è molto piccolo l’intervento è di tipo indiretto.

Attraverso il lavoro di rete tra logopedista e genitori è possibile risolvere il problema senza un intervento sul bambino.

In altri casi invece, quando è più grande ed è attivo nella terapia, si cerca insieme al bambino di individuare le strategie più adatte per superare le difficoltà legate: al ritmo dell’eloquio, alla respirazione, alla velocità e all’insicurezza.

 

Quali sono i materiali che il logopedista usa in terapia?

Il logopedista propone sia esercizi specifici: tecniche di respirazione, di rallentamento della velocità dell’eloquio e così via, sia attività ludiche come cantare una canzone, raccontare un proprio vissuto a diverse velocità ecc…

 

Quante volte alla settimana il logopedista vede il bambino?

La terapia logopedica per la disfluenza è a cadenza mono-settimanale.

 

Come può il genitore aiutare il bambino ogni giorno?

Per aiutare i genitori a capire le difficoltà del bambino e soprattutto a superarle, il logopedista ha bisogno di capire quali siano i comportamenti di disfluenza a casa.

Per questo motivo si programmano colloqui di monitoraggio con i genitori dove c’è uno scambio, un confronto tra ciò che emerge in terapia e ciò che emerge a casa.

Si suggeriscono ai genitori strategie comunicative da adottare per favorire una migliore fluidità nel linguaggio del bambino.

 

Come il logopedista lavora con l’insegnante?

Il logopedista programma colloqui con le insegnanti, per capire come il bambino vive a scuola le sue difficoltà legate alla disfluenza e capire come queste possano condizionare le relazioni coi pari e con le insegnanti, non aiutare l’autostima del bambino e quindi il suo vissuto.

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