La quinta edizione del “Laboratorio Teatrale Imparole-AltraScena” sta cavalcando i sentieri francesi del XVII secolo.

Seppur di un mondo ormai lontano, l’autore Alexandre Dùmas, ci guida tra gli intrecci, le passioni e i caratteri di questi personaggi di un periodo storico oscuro e controverso, in modo vivido permettendoci di immedesimarci in queste avventure ancora emozionanti.

Tra le righe dei Tre Moschettieri, cogliere le figure di linguaggio, fare inferenze, individuare i personaggi con le loro caratteristiche fisiche e soggettive e dedurre la loro intenzionalità sono alcune delle sfide che stiamo affrontando.

Durante la discussione dei capitoli, facciamo emergere gli spunti sul nostro quotidiano che in ogni scena rimettiamo in gioco e così i personaggi prendono i volti dei nostri amici, insegnanti, parenti e così via e le nostre esperienze si uniscono ed arricchiscono le sfumature del testo.

Infatti, scena dopo scena ciascuno è invitato ad esprimere la propria individualità trascendendo i contenuti attraverso collegamenti con la propria esperienza personale, dando la propria opinione e creando i gesti e gli atteggiamenti dei personaggi.

E così, c’è chi intreccia Kripton alla Guasconia e dai mantelli degli spadaccini si alza in volo con la cappa di Superman, mentre le guardie nemiche assumono la forma dei bulli che a scuola fanno paura, ma che sul palco possiamo combattere e sconfiggere.

Ogni incontro è occasione di ascolto, racconto, pensiero e anche di lavoro sulla respirazione, sull’uso della voce e sulla consapevolezza e controllo del proprio corpo. A breve Valentina Sordo ballerina specializzata in teatro danza e Clownerie si aggiungerà alla troupe per due incontri in cui gli spadaccini si addestreranno all’uso della spada e al ritmo dei duelli. E più avanti il filosofo, educatore e musicista Federico Timeus verrà a sensibilizzarci alla melodia e ai gesti dei balli cortigiani.

Giorno dopo giorno si accrescono il senso di appartenenza e la fiducia in sé stessi e nell’altro, si superano le fatiche dello stare insieme, i limiti di ciascuno. Lavorando insieme ci si diverte eppure talvolta si fa anche fatica a capirsi e ad ascoltarsi, ma con l’impegno e la costanza un po’ alla volta queste fatiche vengono superate e lo spettacolo continua…

La costruzione dello spettacolo è l’obiettivo comune che dà la giusta motivazione per superare i nostri limiti, per uscire dai nostri soliti modi di essere e per lasciarci trasformare.

In questo modo quasi senza accorgerci ci scopriamo capaci di trasformare la fantasia in pensiero condivisibile ed in gesti che possono creare e trasformare il mondo intorno a noi.